mercoledì 26 dicembre 2007

niente di meglio


Il ragnetto dormiente abbarbicato al petto sulla sinistra, la iena accucciata sotto il mio braccio a destra. Sul divano (mentre scorre la vita di James Brown).

lunedì 24 dicembre 2007

Gesù Bambino


Un Natale difficile da immaginare, anche sforzando la fantasia. Buon Natale Ema, e grazie del dono più bello che potessi confezionare.

domenica 2 dicembre 2007

Benvenuto Marco !


Per la seconda volta ho avuto il privilegio di partecipare all'evento più grande che ci possa capitare: sia con Greta che con Marco ho condiviso, per quanto sia consentito a un uomo, ogni secondo della nascita con mia moglie. Per la seconda volta davanti all'evidenza ho potuto constatare quanto la donna sia superiore all'uomo. Non ce n'è! Con Greta l'esperienza fu lunghissima e fortissima, ma c'era l'inconsapevolezza della prima volta, venerdì invece eravamo più preparati e forse per questo motivo è stato tutto ancora più consapevole e grandioso. Ho partecipato al dolore fisico di Emanuela standole appiccicato ogni frazione di secondo, stringendola, accarezzandola, incitandola e calmandola, soffrendo della sua sofferenza. L'ultima ora sembrava un'eternità, non avevo più la cognizione del tempo che passava, in certi momenti ho pensato di essere vicino ad un collasso. Le due ostetriche sono state dei veri angeli, e so che non è così facile avere la fortuna di trovare persone così preparate e dolci: siamo stati indubbiamente fortunati. Le emozioni sono state così forti da stordirmi: non aver dormito per 42 ore mi ha procurato solo stanchezza fisica, ma l'altroieri quando alle due del pomeriggio sono tornato a casa per riposarmi e lavarmi un po' ero stravolto ma l'adrenalina mi ha impedito di addormentarmi.Tutto questo stress emotivo e fisico si è sciolto quando, nel giro di pochi secondi ho visto la testina di Marco fare capolino e il suo corpicino scivolare fuori da Ema col suo pianto benedetto. Il suo pianto si è placato subito e si è tradotto nel mio, irrefrenabile. Emanuela, la mia roccia, la mia bussola, si è improvvisamente trasformata da pallida ed esangue a luminosa, radiosa, raggiante. L'ostetrica poi mi ha passato le forbici e invitato a tagliare il cordone ombelicale (che purtroppo non abbiamo potuto donare, come avevamo deciso, perchè l'ospedale non era quello in cui avevamo dato il consenso e dove doveva inizialmente nascere Marco), operazione che ho eseguito con mano incerta e in due tempi...Mi sento di dire che tutti i futuri papà dovrebbero approfittare di questa fortuna che ci è stata riservata e partecipare al parto della propria metà: un evento straordinario che chi ha provato non potrà più dimenticare.