sabato 31 marzo 2007

sterrata con forte pendenza


Ci sono dei momenti in cui è necessario stringere i denti, guardare per terra e spingere forte in avanti. Senza conoscere con esattezza dove si stia andando, ma l'importante è muoversi. Ecco, ci sono dentro in pieno. In un paio di mesi sono passato da uno stato di semieuforia ad una situazione nella quale mi riesce difficile capire come andrà a finire. E' che appena si pensava di mollare le briglie e godersi un po' di serenità, senza il tempo di rendersene conto è arrivata una sequenza micidiale di colpi alla schiena. Una di quelle sequenze che ti fa pensare che le risorse di sopravvivenza le hai già esaurite: invece no. Gambe in spalla e su per la sterrata fino alla collinetta erbosa da cui si domina il paesaggio. Il panorama merita una salutare sudata.

mercoledì 28 marzo 2007

update


Forse (forse?!) la piccola ha preso la varicella. Magari la farà anche papà, che non la fece da piccolo. Mancava alla lista. Variazione sul tema degli imprevisti. Potevo chiudermi un dito nella portiera, tutto sommato bilancio positivo. Aggiorniamo. Domani?

lunedì 26 marzo 2007

acqua



Ne sto imparando la necessità.

venerdì 23 marzo 2007

musica


Non riesco, non sono mai riuscito a farne a meno. Sia chiaro, ho i miei gusti, ma ascolto veramente di tutto, con voracità famelica. I tragitti in macchina sarebbero mortali senza l'ausilio di qualche buona nota in sottofondo: in realtà non si tratta di sottofondo. La mia musica è quasi sempre protagonista. Alcuni brani hanno la capacità di proiettarmi repentinamente in un'altra epoca, della quale la musica riesce a farmi rivivere colori, sensazioni, odori, situazioni. Le canzoni al primo ascolto sono sempre una scoperta: la gioia umorale nello scoprire un nuovo gioiello, o la delusione per un disco brutto sono, allo stesso modo, momenti densi. Trovo vitale la capacità di alcune musiche di emozionarmi. Al tempo stesso non riesco a capire chi si limita a digerire solo qualche canzonetta qua e là, quando il mondo ci offre ogni giorno un'infinita varietà di possibili sfumature di emozione.

giovedì 22 marzo 2007

contrasto


Nello stesso giorno, in poche ore, dal pessimismo alla pace interna, passando per le lacrime e l'iper-attività, il cinismo e l'amore, la preoccupazione e l'incognita.

martedì 20 marzo 2007

lunedì 19 marzo 2007

la roulette dei calci di rigore



Ma uno cosa deve fare nella vita per sperare di farla franca fino all'ultimo? Hai un problema grave, vai dal medico. Ti fanno un bel check: ne risulta che ti devono aprire. Ok, poi andrà meglio, starò bene. Vale la pena, ovvio! Mi aprono. Dopodichè mi faccio due mesi e mezzo di strazio e alla fine abbandono la partita. Grazie a chi? Forse a una testa di cazzo che stava pensando a un gol di Ibrahimovic, o a una deficiente che pensava già alle ferie. Mondo di merda, davvero. E vita di merda, anche quella.

sabato 17 marzo 2007

the voice


Poche voci mi hanno incantato come la sua. Ottanta e Novanta me l'hanno regalata come regina dei miei sottofondi musicali, in macchina, in casa, in cuffia. Insieme al suo Ben, come EBTG, ha prodotto dischi che restavano infilati nei miei riproduttori per tanti giorni di fila. Eden, Language Of Life, Walking Wounded, grandiosi. Con quella voce, riusciva a farti volare, nonostante la sua bruttezza fisica, che acquisiva quasi una connotazione positiva, un po' come per Janis Joplin, credo. E negli anni 80, gli anni dell'immagine e del look, gli anni dei Duran e di Samantha Fox, fare successo con le doti artistiche valeva doppio. Anche adesso che esce con questo Out Of The Woods, musicalmente discutibile, dove alcuni la paragonano a Sandy Marton (!!!), le sue doti vocali fanno la differenza: nonostante i pezzi danzerecci, grevi e inspiegabilmente fuori dal tempo, la sua sempre unica voce riesce a modellare tutto su livelli di intramontabile eccellenza. Io la adoro sempre.

venerdì 16 marzo 2007

riposo


Gli occhi si chiudono

i mostri scompaiono

i sensi respirano

i sogni si avverano



Gli occhi si aprono

e poi si richiudono

magia contro i demoni

la mente si libera



Il corpo diventa invisibile

le tracce si perdono

nessuno risponde

le macchine piangono

ti regalerò una rosa ???


Perchè non gli regala un concerto?

giovedì 15 marzo 2007

ma quando ve ne andate?


Ragazze in vendita e silenzi comprati. Flash, facce abbronzate, avvoltoi e politici scandalizzati, procuratori alla moda, il nulla in prima pagina. Parassiti. Quando ci lascerete?

martedì 13 marzo 2007

lunedì 12 marzo 2007

15 anni


Ancora catturato da quei suoni. Che valore hanno avuto nel mio crescere questi infiniti colori musicali? Come avrei fatto senza? Eccoli qua.

domenica 11 marzo 2007

poterne uscire ?



Quasi improvvisamente l'aspetto della giornata diventa scuro. Lo sconforto prende possesso delle attività e il senso di inutilità e inefficacia governa le possibilità di scelta. Non rimane altro che aspettare che passi.

venerdì 9 marzo 2007

martedì 6 marzo 2007


Ieri pomeriggio sono entrato da quell'ingresso. Il solito. Striscioni di protesta del sindacato o qualcosa del genere. Non ho mai l'interesse per cercare di capire quale sia la causa delle proteste. Commissariamento? L'atrio è cambiato già da qualche anno, e non ne riconosco l'odore da tempo (buon segno). Diciamo che è stato sostituito dalla puzza delle focaccine scaldate nel bar. L'ascensore è come sempre una chimera, e ogni volta bisogna fermarsi a ogni piano: è anche moderatamente stretto, per cui hai il tempo e la vicinanza necessaria per carpire drammi e fantasmi negli occhi del vicino. Starà andando a trovare un suo parente appena operato? Oppure va a ritirare un esito e tra qualche secondo la sua vita sarà un'altra cosa? Una signora pallida e con ampie occhiaie ha gli occhi lucidi e il marito, almeno credo sia il marito, ha l'aria sfinita ed eloquente di chi non ha più parole. Fortunatamente non ci sono bimbi. In un ascensore simile, dall'altra parte dell'edificio, nel settembre 1998, il pomeriggio prima dell'intervento incontrai il vice del primario: con aria sorridente e incuriosita mi chiese se ero pronto e io dissi di sì. Non sapeva che arrivavo dal terrazzo e avevo appena scrutato lo skyline di Milano come mai prima avevo fatto: un po' come se quella madonnina e quella torre velasca stessero per sparire per sempre. Nulla era più sicuro, neanche i muri e i mattoni. Quel chirurgo con la faccia da antico romano non sapeva nemmeno che il suo capo, che sarebbe diventato di lì a poco il detentore della mia vita, qualche ora dopo mi avrebbe spalancato le porte del terrore, facendo vacillare la mia sicurezza e il mio spirito spavaldo, mettendomi semplicemente al corrente del milione di possibili complicanze pronte dietro l'angolo. Mi disse che, in pratica, si faceva un patto: io avrei collaborato e loro sarebbero stati sinceri con me. Un patto di reciproca e costruttiva fiducia: il segnale convenuto sarebbe stato un pollice a mo' di ok. Arrivò il momento del pollice. E arrivò il momento di riderci su. Anche ieri ci abbiamo sorriso sopra: l'ex detentore della mia vita e, soprattutto, l'angelo argentino che fu il tramite tra il mio corpo e la sua salvezza. L'angelo negli anni ha preso le sembianze di un'amica di vecchia data: una di quelle amiche che non vedi spesso ma che nei momenti del vero bisogno sono sempre disponibili. E sentire la voce di quel grande uomo che con timida naturalezza si dice contento di vedermi vale più di un abbraccio.

domenica 4 marzo 2007

venerdì 2 marzo 2007



E' giusto annegarsi nel lavoro? E' giusto fare anche quello che non voglio fare, per scelta o per opportunità? Il risultato del tornare a casa con gli occhi un po' gonfi, il mal di schiena e la cefalea può essere appagante? Mi appaga di più un bel progetto realizzato o un guadagno elevato? Perchè mi incazzo tutto il santo giorno per le storture della giornata lavorativa e poi a casa obbligo mia moglie ad ascoltare quanto è grandioso il mio progetto che si sta realizzando? E come è possibile svegliarsi e già nel letto spaventarsi di fronte alla mole di ostacoli che dovrò saltare per la prossima decina di ore? Eppure capita quasi tutti i giorni. E ancora non mollo.

giovedì 1 marzo 2007

Dolore: inizia avvisandomi che durerà sempre troppo. Va via ghignando. Fastidio: arriva debolmente, si installa lento e resta inesorabile. Se ne va in sordina.