mercoledì 28 febbraio 2007

Puzza

Quell'odore mi tormenta. Lo sento due, tre volte all'anno, ma mi tormenta il suo ricordo. Mi tormenta ma mi esalta: quando sento quell'odore so che è stata dura, ma alla fine fu vittoria. Vittoria per sempre non so, ma comunque vada avrò imparato a comportarmi. Ne vado fiero di quell'odore, in fin dei conti è solo profumo di disinfettante per bagni d'ospedale, non ne so neanche la marca, o non ricordo il viso di chi lo usava in quei giorni; ma, cascasse il mondo, lo riconosco a un miglio di distanza. Dovessi incontrarlo di nuovo saprei che pensare: un'idea di superiorità invincibile, oppure la tristezza rassegnata del ritorno di un grosso problema. Ieri il mio intestino si è impennato per l'ennesima volta, e quella puzza mi è saltata in testa. Fino a mortificarmi di stanchezza, dato che oggi non mi reggo in piedi. Non è paura, ma ricordo negativo, il monito perenne a ricordarmi che tutto può tornare, e stavolta lo riconoscerei per primo.

martedì 27 febbraio 2007

cateteri e papere

Ogni anno me lo chiedo: possibile che noi italiani si sia così di bocca buona?Digerire tutto, il nulla come lo stantio. Ogni anno. Non ce ne stacchiamo più. Non ce lo staccano di dosso. L'anno che non sarà fatto il Fetival sarà l'anno del vero rinascimento. Baudo, ci hai inesorabilmente sfraccasato la uallera.

su la testa


La cima non è la meta. Quello che importa è andare per rotte inesplorate e complicate. Molta forza e sacrificio con lo scopo di vincere gli ostacoli che la natura ci impone. Massima concentrazione per inerpicarsi su per le enormi rocce che impediscono la scalata.

Scalare senza fretta per evitare le cadute. Solo i nervi d'acciaio permettono di superare le pieghe e le asperità del rischio e superare il timore di una frana repentina, uno dei tanti rischi che esistono in questo sport d'avventura che ebbe inizio in Scozia da oltre due secoli e che ora si estende fino alle altitudini delle Ande.

Alpinismo del cuore, ma oggi non ho fatto un solo metro.

lunedì 26 febbraio 2007

i fantasmi recenti

Passa un po' in sordina la sentenza dell'Aja su Srebrenica.
L'AJA (Paesi Bassi) - La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha definito «genocidio» il massacro di Srebrenica, legato ai nomi di Ratko Mladic e di Radovan Karadzic ma ha stabilito che la Serbia non ha responsabilità legali. L'enclave musulmana della Bosnia Erzegovina fu teatro, nel luglio del 1995 di uno degli episodi più raccapriccianti degli ultimi 50 anni di storia, l'uccisione di migliaia di civili musulmani, ragazzi e uomini di etá compresa tra i 12 ed i 77 anni, massacrati in pochi giorni. La definizione della Corte è stata pronunciata durante la lettura di una sentenza in un procedimento per genocidio presentato dalla Bosnia-Herzegovina contro la ex Jugoslavia.
SERBIA RESPOSABILE SOLO DI OMISSIONE - Il Tribunale internazionale ha stabilito che Belgrado non fu responsabile del «genocidio»: «Il tribunale non crede che il genocidio compiuto a Srebrenica possa essere attribuito alle autorità serbe» ha detto il presidente della Corte, Rosalyn Higgins, secondo la quale non può neppure essere stabilito se Belgrado sia da considerare complice per aver fornito aiuti alle milizie serbo-bosniache di Ratko Mladic. Tuttavia, ha aggiunto, è da considerare responsabile di omissione per non aver impedito il genocidio.
UCCISIONI E VIOLENZE - I giudici si sono pronunciati su una denuncia presentata da Sarajevo che ha accusato il regime di Belgrado di «uccisioni, saccheggi, violenze, torture, sequestri, detenzione illegale e sterminio» di cittadini non serbi della Bosnia, la maggior parte dei quali civili. All'epoca della presentazione della denuncia, non era ancora avvenuto l'eccidio di Srebrenica del luglio 1995, quando più di ottomila tra uomini e ragazzi musulmani furono massacrati dall'esercito serbo-bosniaco, ma il paese era sotto assedio e le immagini delle condizioni dei detenuti nei campi di concentramento serbi erano già tristemente note all'opinione pubblica internazionale.
IL MASSACRO - I giudici dell'Aja hanno, evidentemente, ampliato il periodo preso in esame per emettere il loro verdetto e non escludere quello che è considerato il più grave massacro dopo la seconda guerra mondiale. Per evitare una sentenza di condanna la Serbia, nel maggio scorso, aveva chiesto alla Corte di respingere la causa intentata dalla Bosnia, dopo che in più occasioni politici serbo bosniaci avevano contestato anche la legalità e la legittimità della denuncia, poi invece confermata dalla stessa Corte dell'Aja.

scialuppe

Sollecitato e solleticato in un'intervista, Ronaldo, risponde che sulla nave che affonda, avendo a disposizione la scialuppa, gli unici due che non farebbe salire sono Cuper e Capello: come biasimarlo? Ancelotti sarebbe stato comunque fuori peso consentito.

cominciamo

"You know who I am," he said
The speaker was an angel
He coughed and shook his
crumpled wings
Closed his eyes and moved his lips
"It's time we should be going"