martedì 27 febbraio 2007

su la testa


La cima non è la meta. Quello che importa è andare per rotte inesplorate e complicate. Molta forza e sacrificio con lo scopo di vincere gli ostacoli che la natura ci impone. Massima concentrazione per inerpicarsi su per le enormi rocce che impediscono la scalata.

Scalare senza fretta per evitare le cadute. Solo i nervi d'acciaio permettono di superare le pieghe e le asperità del rischio e superare il timore di una frana repentina, uno dei tanti rischi che esistono in questo sport d'avventura che ebbe inizio in Scozia da oltre due secoli e che ora si estende fino alle altitudini delle Ande.

Alpinismo del cuore, ma oggi non ho fatto un solo metro.

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