E' giusto annegarsi nel lavoro? E' giusto fare anche quello che non voglio fare, per scelta o per opportunità? Il risultato del tornare a casa con gli occhi un po' gonfi, il mal di schiena e la cefalea può essere appagante? Mi appaga di più un bel progetto realizzato o un guadagno elevato? Perchè mi incazzo tutto il santo giorno per le storture della giornata lavorativa e poi a casa obbligo mia moglie ad ascoltare quanto è grandioso il mio progetto che si sta realizzando? E come è possibile svegliarsi e già nel letto spaventarsi di fronte alla mole di ostacoli che dovrò saltare per la prossima decina di ore? Eppure capita quasi tutti i giorni. E ancora non mollo.
venerdì 2 marzo 2007
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