domenica 22 aprile 2007

tv eye


Una settimana di riposo forzato a casa, causa malattia, mi ha dato la possibilità di seguire più televisione del solito. Se solitamente le quotidianità familiari mi consentono solo escursioni nel mondo del calcio o spot veloci ed estemporanei su programmi mirati, ho adesso avuto modo di lasciar vagare il telecomando a suo piacimento. Ne è derivato un senso di schifo totale. Se è vero che la tv rappresenta il nostro mondo attuale, c'è di che scappare a gambe levate, effettivamente. Dai tg emerge l'attenzione malefica e maliziosa solo verso i temi che solletichino il voyeurismo degli spettatori e la loro presunta fame di gossip, riferito ad ogni livello e settore dell'informazione: nella politica ciò che conta è il livello di violenza delle discussioni, nello sport il core è lo scandalo e il commento superficiale, ma mai il fatto tecnico, nella cronaca l'aspetto privato dei protagonisti di fatti e fattacci è indispensabile. Gli spettacoli sono forse l'elemento più emblematico: culi e tette ancora e sempre più protagonisti, come la discussione urlata e il vuoto assoluto nei contenuti: realities senza senso, che comunque attirano una vastissima platea, fanno della proposta televisiva quanto di più inutile e fuorviante possa essere offerto. Un deserto totale di idee e possibilità di coinvolgimento decente. Va bene l'evasione, ma questa è imbecillità elevata a medicina quotidiana. Parassiti catodici (digitali). Ci trattano come coglioni pronti a berci di tutto, e forse ce lo meritiamo; ma nessuno che prenda la situazione in mano e provi a dare un senso alla programmazione, nessuno che decida di rischiare e piazzare in prima serata un programma diverso. No, nulla. Restiamo abbarbicati alla noia di queste tre galline gonfiate con la voce stridula o a quegli urlatori che commentano il campionato analizzando con perizia i gossip dei campi di allenamento. A queste Ventura che superano ogni limite decente di decibel, a questi Vespa che si agitano in mezzo a mestoli e scarponi per interpretare Cogne, a questi Chiambretti finti comici sempre volgari e accatta audience. Dio mi scampi da altre malattie almeno per un po'.

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