venerdì 22 giugno 2007

bene rifugio


Scopro ogni giorno che passa l'assoluta dipendenza da mia figlia. Quando la rivedo la sera è il segnale che tutto va come deve andare; il suo abbraccio ad appendersi al mio collo, mentre mi stringe con braccia e gambe, rimette in discussione tutta la giornata. Se di notte è nel nostro letto mi capita di svegliarmi (spesso) e fissarla nel buio: ha la stessa espressione di quando è nata. Una specie di sorriso a bocca aperta pieno di curiosità e interrogativi. Ora sta metabolizzando l' arrivo della concorrenza, ma dissimula bene. Le sue bizze, i suoi capricci, i suoi pianti sono la mia stessa carne. La sua testolina coi capelli accorciati di recente, il suo odore, le sue punture di zanzara, la sua tosse, le sue smorfie, la sua zeta pronunciata a esse, tutto questo sono io. Lei è me. Anche di più.

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