martedì 18 marzo 2008

traffico


...sappi che in questi giorni faccio davvero fatica ad affrontare l'inizio della giornata. Dovrei essere l'uomo più contento del mondo: una bella famiglia (anzi due, con papà e mamma), una moglie fantastica, due bimbi meravigliosi, un lavoro onesto e una professionalità stimata, un futuro in fase di realizzazione. Eppure salgo in macchina dopo aver lasciato Greta a scuola e, nel tragitto verso l'ufficio o un cliente, mi sento solo in mezzo a un milione di persone; solo in una marea di auto, ognuna con uno sconosciuto dentro. Solo e disarmato. E mille malinconie e ansie mi si attaccano addosso. Poi, a destinazione raggiunta, accendo l'espressione automatica da uomo sereno e faccio finta di nulla. Non è per nulla facile. Ma cosi è. Ognuno ha le sue, da grattare...

2 commenti:

Unknown ha detto...

Le sensazioni che provi vogliono essere esplorate. Hai visto Fitzcarraldo? Ricordi la scena quando viene letteralmente coperto dalle mani di dozzine di "nativi"?
Per me e' sempre letteralmente cosi' andare al lavoro.

ste ha detto...

Le sto esplorando, queste sensazioni: è un lavoro lungo. La vacanza mi ha liberato da queste sensazioni, ma so che tornano.
Non commenta mai nessuno, così vedo solo ora il tuo post. Grazie. Ste.